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Significato dello studio: Viadana2
L’indagine si muove nel solco della ricerca applicata alla prevenzione.
Si utilizzano cioè le più avanzate conoscenze della ricerca scientifica sul rapporto DNA-Ambiente per capire se le misure attuali di prevenzione adottate per rendere innocui per la salute i processi della lavorazione del legno, del pannello in particolare, sono sufficienti oppure vanno potenziate ulteriormente.
Cosa si conosce già
Il precedente studio Viadana1 sulla mortalità del distretto socio-sanitario viadanese, condotto per accertare se vi fossero decessi per tumore o per altre cause riconducibili al comparto del legno, ha dato sostanzialmente esito negativo.
Viceversa, lo stesso studio ha osservato una maggiore frequenza di sintomi allergici, associata anche ad un maggior ricorso a prestazioni sanitarie pertinenti, nei bambini che vivono più vicino alle aziende del legno, soprattutto a quelle di maggiori dimensioni.
Fasi dello studio
1. Con un “tampone” si preleveranno le cellule superficiali della mucosa della bocca. Una semplice ed innocua azione che sarà affidata agli stessi genitori di un campione statistico di bambini (circa 600) secondo precise istruzioni.
Il DNA di queste cellule sarà esaminato in un Laboratorio universitario per verificare se chi è vicino e chi è lontano dalle aziende del legno è raggiunto dagli inquinanti in misura diversa.
Il test non rileva una malattia, neppure in fase iniziale (come invece succede per il pap-test), ma semplicemente una esposizione efficace a sostanze tossiche.
2. Attraverso un “reticolo” di punti di misurazione, distribuito secondo criteri statistici sull’intero distretto socio-sanitario viadanese, si effettueranno dei campionamenti ambientali in grado di fornire informazioni sul contributo di diverse fonti di inquinamento atmosferico.
3. Tramite l’analisi epidemiologica della Banca Dati Assistito (BDA), che registra tutte le prestazioni sanitarie dei residenti, si verificherà se l’intera coorte dei 4 mila bambini, da cui è stato estratto il campione statistico per il “tampone”, presenta uno stato di salute migliorato, invariato o peggiorato dopo 3 anni da Viadana 1 (2006).
La sintesi di queste 3 informazioni dirà alla prevenzione cosa altro fare.
Perché studiare proprio i bambini?
1. Perché i bambini sono più suscettibili all’inquinamento e quindi se non c’è problema per loro siamo tranquilli che non c’è per alcuno.
2. Perché è etico preoccuparsi delle future generazioni.
3. Perché non ci sono le classiche interferenze di fumo e alcol che si registrano in tanti test.
Attori dello studio
La ASL si avvarrà oltre che delle proprie risorse professionali interne - l’Osservatorio Epidemiologico in particolare - della Cattedra di Statistica Medica e Epidemiologia dell’Università di Verona, con cui da tempo è in atto una proficua collaborazione scientifica, e della Cattedra di Tossicologia della medesima Università, quella che in Italia per prima ha sviluppato questo tipo di analisi del DNA.
Ad ARPA saranno affidate le rilevazioni ambientali mirate alle esigenze epidemiologiche.
I compiti svolti saranno diversi, ma tutti appartenenti ad un unico progetto condiviso che darà luogo ad un unico rapporto conclusivo.
Logistica
Tutte le farmacie del distretto socio-sanitario viadanese, in accordo con la propria Associazione, funzioneranno da “centro-servizi” per la raccolta dei “tamponi” e per il loro trasporto in sicurezza presso la sede centrale della ASL.
Si renderanno inoltre disponibili per eventuali azioni di supporto ai genitori, i quali potranno comunque contare su un numero verde ASL dedicato allo studio (800 082 042 attivo dalle 9 alle 13).
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Sede dell'Osservatorio Epidemiologico:
via Trento, 6 - Mantova
Tel. 0376 334508 - Fax 0376 334207 - Numero Verde 800 082042
Email: osservatorio.epidemiologico@aslmn.it
Responsabile: Dott. Paolo Ricci |
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