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La prima fase di realizzazione del progetto denominato “Monitoraggio 626” nella provincia di Mantova, svolta negli anni 2000 – 2002, ha riguardato 71 aziende pubbliche e private di tutti i settori produttivi e di varie consistenze e dimensioni, comprese le aziende sanitarie, le amministrazioni comunali, le istituzioni scolastiche; per un totale di circa 16.000 lavoratori coinvolti.
Il campione esaminato, estratto in sede regionale, era composto per classi di numero di addetti e per settori e comparti, in modo rappresentativo dell’insieme del sistema produttivo, ad esclusione del settore primario (agricoltura), nel quale la campagna di rilevazione è appena partita.
L’intervento, attuato su quasi tutto il territorio nazionale, si poneva l’obbiettivo di “fotografare” lo stato di attuazione del modello aziendale di prevenzione, voluto dal Legislatore comunitario, a distanza di alcuni anni dal recepimento della normativa in sede nazionale (D.Lgs. 626/94).
Come è noto il nuovo modello di prevenzione rappresenta e richiede un salto culturale notevole rispetto al precedente, che ha comportato, sia per le aziende, che per gli Organi di controllo, uno sforzo di rinnovamento professionale molto significativo.
Nel nuovo sistema “disegnato” dal D.Lgs. 626/94 la prevenzione, la sicurezza e la salute delle persone al lavoro sono il risultato non più e non solo di adempimenti tecnici puntuali e specifici, ma bensì di un processo organizzativo complesso, di cui gli adempimenti tecnici sono solo il risultato finale e basato essenzialmente sulla conoscenza e sulla valutazione preventiva dei rischi lavorativi, sul coinvolgimento di tutte le componenti aziendali, sulla capacità di programmare e realizzare sicurezza in modo dinamico secondo il principio del miglioramento continuo.
Il lavoro è stato compiuto da gruppi di operatori con un approccio multidisciplinare, tendente a valutare approfonditamente l’assetto organizzativo delle aziende sui temi di interesse, nonché la loro condizione generale.
I risultati del lavoro svolto hanno ovviamente evidenziato l’esistenza di realtà diversificate in cui si può dire che il recepimento del nuovo modello di prevenzione è risultato relativamente più semplice per le aziende più strutturate e quindi tendenzialmente più grandi. Tuttavia si può affermare che, se pure in presenza di casi virtuosi, il modello organizzativo prefigurato dal Legislatore, stenta a decollare e soprattutto ciò che risulta di difficile attuazione è il passaggio della prevenzione da funzione singola a sistema aziendale.
Il nuovo modello si basa infatti sulla elevata integrazione nel sistema produttivo delle funzioni prevenzionistiche, in un insieme unitario che deve essere fortemente coerente per poter produrre risultati di miglioramento della sicurezza e della salute delle persone al lavoro.
Invece permangono largamente presenti modelli organizzativi aziendali in cui le funzioni sono ancora separate e molto “distanti”: c’è chi pensa alla produzione (in genere le maggiori risorse dell’organizzazione aziendale) e c’è chi pensa alla sicurezza (di solito una persona isolata).
In questo contesto si è potuto rilevare anche un diffuso atteggiamento aziendale in cui l’apparire in regola con le carte è stato privilegiato rispetto all’effettivo cambiamento di approccio richiesto dalla legge. Questo deriva da un antico problema culturale nazionale, per cui dalle leggi bisogna “difendersi” piuttosto che coglierne il portato di civiltà e le opportunità per il miglioramento delle proprie condizioni di vita e di lavoro. A conferma di ciò si è infatti rilevato un notevole investimento di risorse, da parte delle aziende (consulenze e formazione) a cui non ha fatto riscontro un adeguato miglioramento delle effettive condizioni di salute e sicurezza.
Attualmente l’impegno del servizio PSAL è rivolto ad attuare una seconda fase di Monitoraggio, in aziende significative per comparto e per consistenza, in cui andare a verificare ulteriormente l’efficienza dell’organizzazione dedicata alla prevenzione. Questo con il chiaro intendimento di contribuire a consolidare il radicamento del nuovo modello prevenzionistico presso le aziende e, d’altro lato, di standardizzare sempre più un modello di intervento dell’organo di controllo, incentrato sempre più sulla capacità di valutazione dei sistemi organizzativi aziendali complessi. |
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Documenti |
Download |
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Monitoraggio 626 |
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Attuazione delle direttive riguardanti il miglioramento della sicurezza e della salute dei lavoratori durante il lavoro. |
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D.Lgs 19 settembre 1994, n. 626 |
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Norme per la prevenzione degli infortuni. |
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DPR 27 aprile 1955, n. 547 |
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Norme generali per l'igiene del lavoro. |
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DPR 19 marzo 1956, n. 303 |
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Regolamento per l'attuazione delle direttive concernenti il riavvicinamento delle legislazioni degli Stati membri relative alle macchine. |
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DPR della Repubblica 24 luglio 1996, n. 459 |
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Norme sulla tutela della libertà e dignità dei lavoratori, della libertà sindacale e dell'attività sindacale nei luoghi di lavoro e norme sul collocamento. |
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Legge ordinaria del Parlamento 20 maggio 1970, n. 300 |
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